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lunedì 26 maggio 2008

anche questo è Bioetica

“…e anche questo è bioetica.” La voce del professore si era fatta più forte, lo sguardo più determinato, gli occhi alzati per guardare le mamme che ascoltavano. Nel lontano 1995, ho partecipato ad un paio di riunioni pre-parto insieme a mia moglie presso l’Ospedale dove sarebbe poi nata la nostra prima figlia. Di questi - godibilissimi - incontri tenuti dal primario del reparto, il prof. Giuseppe Ferrari, conservo una vaga memoria, e la frase che mi piacque assai, anche se non ricordo le parole esatte. Si parlava di soliti temi che interessano soprattutto alle neo-mamme tipo igiene, vestiario, pianti, ecc. Il prof spiegava con tono sicuro quelle cose che, chi ha cresciuto due o più figli poi scopre da solo: il bimbo mangia quando ha fame nella quantità che ritiene sufficiente, dorme quando ha sonno e si sveglia da solo quando è riposato, va vestito come noi ne più ne meno, ecc. Parlando appunto dei vestiti copertine cappellini guantini scarpine e tutto l’arsenale di extra-coperture con cui imbottiamo i piccoli dall’autunno alla primavera ed oltre, Ferrari interruppe il discorso pratico per darci una lezione più importante. Dicendo che i bimbi vanno rispettati e non torturati con vestiari troppo pesanti che li immobilizzano nella carrozzina, pronunciò le parole del titolo. Aggiungendo poi che si parla tanto di questo tema quando si discute di bimbi che devono ancora nascere, e quelli già nati e nelle nostre mani vengono trattati senza riguardi né rispetto, esercitando su di loro il nostro potere fisico e psicologico. E riflettendo sulla parolina Bioetica, che mi è tornata tante volte in mente in questi anni, mi rendo conto delle ingiustizie che quasi senza pensarci si infliggono ai figli. Gli obblighiamo a vestire come ci pare, li alimentiamo a dismisura, facciamo dormire poco se ci conviene in base ai nostri impegni o troppo per non dare fastidio se siamo stanchi, li trattiamo come idioti quando non sono d’accordo con noi, e allo stesso tempo li dedichiamo zero tempo per farli maturare con amore e pazienza. E’ così facile! loro hanno bisogno disperato di noi, e noi ci sentiamo con il diritto di agire come se fossero proprietà nostra. La Bioetica la usiamo poi per difendere poche dozzine di cellule e attaccare chi non la pensa come noi - e ce la dimentichiamo quando abbiamo un figlio tra le braccia.

La settimana scorsa la Sig.ra Franzoni è stata condannata per l’omicidio del suo secondo figlio. Non è mia intenzione giudicare se la condanna sia giusta o sbagliata. Ma l’agire della Sig.ra nel tempo trascorso fra l’omicidio e la sentenza mi hanno convinto della sua mancanza di rispetto per gli altri figli. Eppure non sento nessuno parlare oggi del fatto che il suo terzo figlio sia stato concepito durante questo periodo, mente lei ignorava quale sarebbe stata la sua posizione giuridica futura. Quale pietà, quale buonsenso, ha adoperato per decidere di fare nascere un figlio che da lì a qualche mese/anno poteva soffrire il dolore più profondo di vedere la mamma sparire per anni? Come mai è corsa dai giornalisti per diffondere nel modo più spettacolare possibile una notizia così privata? Il bimbo è contento di essere nato in queste condizioni? la ringrazia adesso, la ringrazierà in futuro?
Purtroppo il sistema giustizia è configurato in modo di provocare dolore agli innocenti più indifesi, cioè i bimbi separati dalle madri (superati i tre anni di età). Pochi altri fattori riescono a definire così di netto la nostra indifferenza nel confronto del dolore dei bambini. Anche su questo si potrebbe aprire un dibattito, ma per oggi ho pontificato a sufficienza.

1 commenti:

@7 - Milano/Genova ha detto...

Mia figlia ha 1 anno e mezzo. Quando mi si accoccola vicino, quando mi guarda negli occhi, quando gioca con me o anche quando la vedo abbracciata alla mamma, mi chiedo come si possa fare male ad un bambino. Eppure, a volte, succedono quelle nostre disattenzioni da genitori che ho appena letto. Non è facile porvi sempre rimedio, bisogna comunque essere più rilassati nella vita: chi vuol essere frenetico, sia...slt